Economia

Performance Sanitarie: Disuguaglianze Regionali e Ruolo Economico-Finanziario

Analisi delle performance sanitarie in Italia, con focus sulle disuguaglianze regionali e l’importanza della dimensione economico-finanziaria.

di redazione|
Categorie: Economia
Grafico delle performance sanitarie in Italia

In Breve

Qual è il ruolo della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance sanitarie?
Contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva.
Quali sono le regioni con le migliori performance sanitarie?
Veneto, Trento e Toscana.
Qual è la regione con le performance più basse?
La Calabria, con il 36%.

Negli ultimi anni, l’attenzione verso la dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali è tornata a crescere. Questa dimensione contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva, collocandosi al terzo posto dopo gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%). Rispetto alla rilevazione precedente, si registra un incremento di 1,6 punti percentuali.

Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025, l’indice medio nazionale di performance è aumentato dal 43,4% al 46,1%. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze territoriali. Il Veneto si distingue come la regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (62%) e dalla Toscana (61%). Al contrario, la Calabria si colloca all’estremo opposto con un valore di soli 36%.

Le regioni che ottengono i migliori risultati economico-finanziari dimostrano una gestione efficiente delle risorse. La spesa sanitaria pubblica pro capite si avvicina ai livelli medi europei, mentre la spesa sanitaria totale pro capite standardizzata indica un buon equilibrio tra costi e qualità. Al contrario, le regioni del Sud, come Calabria (36%), Sicilia (35%) e Molise (31%), continuano a presentare i livelli più bassi. Nonostante ciò, alcune aree mostrano segnali di miglioramento: la Calabria, ad esempio, ha registrato un incremento di 0,065 punti percentuali nel periodo 2019-2025.

Un aspetto interessante è l’introduzione della valutazione della percezione di miglioramento, oltre alla soddisfazione attuale. Chi percepisce progressi nei servizi tende a dichiararsi più soddisfatto, indipendentemente dal livello di performance. Tuttavia, solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti nel medio periodo, con variazioni regionali che vanno dall’8,6% del Trentino-Alto Adige al 25,9% di Abruzzo e Molise.

In particolare, l’accesso ai farmaci è l’area in cui si registra la maggiore quota di cittadini che hanno percepito un miglioramento (30% a livello nazionale). Al contrario, assistenza territoriale e presa in carico della non autosufficienza rimangono ambiti critici, con quote di miglioramento percepito inferiori al 20%.

Diversi stakeholder del sistema sanitario attribuiscono pesi differenti alla dimensione economico-finanziaria: il management aziendale le assegna un peso del 20,2%, le istituzioni il 12,2%, le professioni sanitarie il 12,2% e gli utenti il 6,5%. In sintesi, nonostante il ruolo crescente della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance, le disuguaglianze territoriali rimangono significative e la percezione di progressi è limitata. Ciò evidenzia la necessità di un impegno continuo per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi, riducendo le differenze regionali.

redazione

Autore della redazione de Il Faro Economico.