Forniture militari italiane all’Ucraina: Crosetto chiarisce la situazione
Il ministro della Difesa Guido Crosetto chiarisce la situazione riguardante le presunte forniture militari italiane all’Ucraina, affermando che per il 2026 nulla è formalizzato.
In Breve
- Qual è la posizione del governo italiano sulle forniture militari all'Ucraina?
- Il governo italiano non ha formalizzato alcuna fornitura militare per il 2026.
- Chi ha chiarito la situazione riguardo agli aiuti militari?
- Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fornito chiarimenti in merito.
- Qual è il ruolo del Copasir nelle forniture militari?
- Il Copasir esamina e approva i pacchetti di aiuti militari prima della loro adozione.
È scoppiata una polemica politica riguardo alle voci di possibili forniture militari italiane all’Ucraina, in particolare su presunti invii di sistemi contraerei e radar. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto a queste indiscrezioni sottolineando che per il 2026 «nessuna forma di aiuti è stata, ad oggi, formalizzata». Crosetto ha precisato che gli aiuti vengono concessi solo in relazione a richieste specifiche da parte dell’Ucraina, che non sempre risultano facili da soddisfare.
Il ministro ha inoltre ribadito che la procedura di approvazione dei pacchetti destinati alla difesa dell’Ucraina rimarrà invariata e passerà dal vaglio del Copasir. Quando un pacchetto viene assemblato, le amministrazioni competenti preparano un decreto, lo illustrano al presidente del Copasir e lo presentano ai membri del comitato. Solo dopo questi passaggi, il decreto viene adottato nella forma del secretato, garantendo così che anche i membri del Copasir, sia di maggioranza che di opposizione, possano avere piena conoscenza del contenuto.
Le polemiche sono emerse dopo la riunione dei leader del gruppo dei Volenterosi a Kiev il 24 agosto, durante la quale la premier ha confermato l’impegno italiano sul fronte umanitario e l’invio di nuovi generatori elettrici in vista dell’inverno, annunciando però che l’Italia non parteciperà alle esercitazioni su vasta scala previste per l’autunno. Tra le ricostruzioni diffuse figurano nomi di sistemi come batterie Samp-T nella versione NG, intercettori Aster 30 e radar, con l’ipotesi che Palazzo Chigi possa ricorrere alla formula del decreto secretato per formalizzare eventuali invii militari.
Diverse dichiarazioni pubbliche di esponenti politici di vari schieramenti hanno criticato il governo, chiedendo maggiore trasparenza sulle spese e sulle tipologie di aiuti. Alcuni hanno definito positiva l’ipotesi di forniture militari, se confermata, mentre altri hanno messo in discussione la gestione comunicativa del governo. In una nota, Crosetto ha ricordato che il Parlamento ha autorizzato l’invio di aiuti civili e militari anche per il 2026, citando tra gli aiuti civili oltre 300 generatori elettrici e macchinari per ospedali pediatrici già inviati in passato.
Il ministro ha anche difeso la scelta di cooperare con Francia e Regno Unito per fornire tecnologia utile a costruire una difesa aerea autonoma. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che «la difesa sta elaborando un altro pacchetto» e che, prima dell’invio, il materiale passerà per il Copasir. Tajani ha sottolineato che il sostegno all’Ucraina è «variegato» e non si limita all’invio di armi, evidenziando l’importanza di aiuti come i generatori per affrontare l’inverno.
