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Crisi migratoria a Ceuta: l’Unione Europea intensifica le misure di controllo

I ministri dell’Interno dell’Ue si riuniscono per affrontare la crisi migratoria a Ceuta, con un focus su rimpatri, sicurezza delle frontiere e alleanze con Paesi terzi.

di redazione|
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Migranti a Ceuta

In Breve

Qual è la situazione attuale a Ceuta riguardo ai migranti?
Circa 72.000 migranti sono entrati illegalmente a Ceuta, con 70.000 già rientrati in Marocco.
Quali misure sta adottando l'Unione Europea?
L'UE sta potenziando i rimpatri, rafforzando le frontiere e instaurando partenariati con Paesi terzi.
Cosa ha dichiarato il ministro dell'Interno italiano?
Ha sollecitato coerenza tra cooperazione economica e sicurezza/migrazione.

In una recente videoconferenza, i ministri dell’Interno dell’Unione Europea hanno discusso le misure necessarie per affrontare la crescente crisi migratoria a Ceuta, un’exclave spagnola in Nord Africa. La riunione ha evidenziato la necessità di intensificare il contrasto alle reti di trafficanti, potenziare i rimpatri e rafforzare le frontiere esterne dell’UE.

Dal momento dell’inizio della crisi, si stima che circa 72.000 migranti siano entrati illegalmente a Ceuta, di cui 70.000 sono già rientrati in Marocco. Le autorità locali hanno confermato 75 vittime accertate, a seguito del recupero di tre corpi nelle acque circostanti, mentre altre fonti indicano fino a 88 corpi recuperati, con almeno 11 vittime dichiarate dal Marocco.

Tra le misure discusse, i ministri hanno sottolineato l’importanza di utilizzare una forte condizionalità nei confronti dei Paesi terzi che rifiutano la riammissione dei propri cittadini. È stata proposta anche la preparazione di un nuovo mandato per Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne, da adottare dopo la pausa estiva. Inoltre, si è parlato di rafforzare il supporto fronteggiario sul campo e in Paesi terzi, nonché di adottare infrastrutture fisiche nei punti critici.

Sei Stati membri stanno collaborando con Paesi terzi per la creazione di hub per i rimpatri, con un progetto bilaterale specifico tra Italia e Albania che si distingue da queste iniziative collettive. È stato anche menzionato il nuovo concetto di “Paese terzo sicuro” per svolgere procedure d’asilo al di fuori dell’Unione Europea e la proposta di un regime di sanzioni globale contro i trafficanti di migranti.

Dal punto di vista politico, il ministro dell’Interno italiano ha sollecitato una maggiore coerenza tra cooperazione economica e sicurezza/migrazione, richiamando strumenti come il nuovo Regolamento sul Sistema delle Preferenze Generalizzate, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Il commissario Ue agli Affari interni ha dichiarato che la situazione sul terreno è sotto controllo e che l’area Schengen non è stata colpita, pur sottolineando la necessità di valutare eventuali reintroduzioni temporanee dei controlli di frontiera, secondo il nuovo codice Schengen.

Inoltre, il ministro dell’Interno spagnolo ha ribadito lo status speciale di Ceuta nell’ambito Schengen, affermando che nessuno è uscito dall’exclave senza controlli documentali e definendo sproporzionata la decisione italiana di ripristinare controlli interni. La Danimarca ha espresso un giudizio positivo sulla risposta spagnola, sottolineando l’importanza del controllo delle frontiere dell’Unione Europea.

redazione

Autore della redazione de Il Faro Economico.