Economia

Brt Rivede il Piano Industriale: Focus su Redditività e Espansione Internazionale

Brt modifica il piano industriale Galileo, puntando sulla redditività e sull’espansione internazionale, riducendo il target di crescita al 2029.

di redazione|
Categorie: Economia, Imprese
Immagine rappresentativa del piano industriale di Brt

In Breve

Qual è il nuovo focus del piano industriale di Brt?
Il nuovo focus è sulla redditività e sull'espansione internazionale, riducendo il target di crescita al 2029.
Come ha cambiato Brt la sua strategia operativa?
Brt ha ridotto il numero di fornitori e ha internalizzato operatori di magazzino per migliorare l'efficienza.
Qual è la situazione attuale dopo l'incendio di luglio?
L'operatività è tornata a pieno regime e non ci sono stati coinvolgimenti di persone nell'incendio.

Brt ha recentemente rivisto il piano industriale Galileo, lanciato nel 2025, modificando il focus della sua strategia di crescita. L’azienda ha deciso di spostare l’attenzione dalla crescita in termini di volumi a quella della redditività, riducendo il target di crescita per il 2029 dall’originario 20% a una forchetta compresa tra il 10% e il 13%.

Questa revisione arriva a due anni dall’amministrazione giudiziaria dell’azienda e si inserisce in un contesto economico caratterizzato da inflazione, aumento dei costi del gasolio, pressione sui prezzi e concorrenza da parte di operatori a basso costo. Brt ha dichiarato di voler puntare maggiormente sulla qualità dell’offerta piuttosto che sulla quantità, cercando di adattare la propria strategia alle nuove sfide del mercato.

Il 2025 si è chiuso con una perdita, sebbene i ricavi siano stati leggermente superiori rispetto all’anno precedente. Per il 2026, le stime indicano un fatturato vicino ai 2 miliardi di euro. In un mercato dove il fatturato per pacco tende a diminuire, Brt intende concentrare le proprie attività su spedizioni più pesanti e complesse, cercando un equilibrio maggiore tra il segmento B2B e B2C e investendo in servizi a valore aggiunto.

La trasformazione della filiera ha portato a una drastica riduzione delle società fornitrici, passando da oltre 2.000 a circa 150, e all’internalizzazione di 2.000 operatori di magazzino. Inoltre, l’azienda ha introdotto controlli periodici per garantire l’efficienza operativa. La crescita futura sarà sempre più orientata verso i mercati esteri: attualmente, dei 220 milioni di pacchi movimentati ogni anno, il 10% è destinato oltre confine. L’integrazione nel network francese Geopost, che nel 2025 ha registrato 15,8 miliardi di euro di ricavi e 2,2 miliardi di consegne, è vista come una piattaforma strategica per supportare le PMI italiane nell’accesso ai mercati europei.

Per quanto riguarda i servizi, la rete italiana di Brt conta tra 12.500 e 13.000 fermopoint e locker. Il servizio Fresh, dedicato ai prodotti a temperatura controllata, ha raddoppiato il fatturato nell’ultimo anno, nonostante partisse da volumi contenuti. L’azienda ha anche richiamato l’attenzione sulla sostenibilità dei margini e sulla dignità del lavoro nel settore della logistica, proponendo fermopoint, locker e una maggiore consapevolezza dei consumatori come possibili risposte alla crescente domanda di consegne rapide e a basso costo.

Infine, resta aperto il capitolo dell’incendio verificatosi a luglio nel sito di Bovisa a Milano. Le indagini continuano senza novità rilevanti sulle cause, mentre i danni materiali sono in fase di quantificazione. L’operatività dell’impianto è tornata a pieno regime, senza coinvolgimento di persone e con le misure di sicurezza che hanno funzionato, secondo quanto dichiarato dall’azienda. Questo episodio servirà anche a rafforzare i presidi del network.

redazione

Autore della redazione de Il Faro Economico.