Lavoro

Interoperabilità dei Servizi Pubblici Digitali: Le Proposte dei Tributaristi

Il presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi, Riccardo Alemanno, presenta le priorità per un quadro europeo di interoperabilità che supporti i professionisti fiscali.

di redazione|
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Tributaristi e interoperabilità servizi pubblici digitali

In Breve

Quali sono le priorità dell'Istituto Nazionale Tributaristi?
Superare la frammentazione locale, integrare l'intelligenza artificiale e ridurre i costi di conformità.
Qual è l'impatto economico stimato dell'interoperabilità?
Potenziale risparmio tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro per le imprese.
Cosa richiede l'INT per il nuovo quadro europeo?
Orientamenti operativi chiari e coinvolgimento delle associazioni professionali.

Il presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (INT), Riccardo Alemanno, ha recentemente partecipato a una consultazione pubblica della Commissione Europea, esprimendo preoccupazioni riguardo al nuovo Quadro europeo di interoperabilità dei servizi pubblici digitali. Durante l’incontro, Alemanno ha delineato le priorità cruciali per i professionisti fiscali e le imprese assistite.

In primo luogo, l’INT ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione locale e semplificare le procedure, un aspetto fondamentale per migliorare l’efficienza operativa. La situazione attuale, caratterizzata da una diffusione disomogenea dell’interoperabilità, genera inefficienza e complessità, portando a costi procedurali elevati. Questo scenario si traduce in maggiori difficoltà operative per i tributaristi, che si trovano a dover affrontare standard diversi per ogni ente locale, in particolare nella gestione della fiscalità locale.

In secondo luogo, Alemanno ha evidenziato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale nel nuovo quadro, garantendo al contempo la sovranità dei dati. L’adozione di tecnologie emergenti potrebbe facilitare la precompilazione e i controlli automatizzati dei dati fiscali e finanziari, rendendo il processo più fluido e riducendo i margini di errore. Tuttavia, l’INT ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare la privacy e la sicurezza dei dati sensibili, richiamando obblighi normativi come quelli previsti dalla legge 4/2013.

Un altro punto cruciale sollevato dall’INT riguarda l’impatto economico dell’interoperabilità. Secondo le stime, la sua attuazione potrebbe generare un risparmio economico per le imprese compreso tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro, grazie alla riduzione degli oneri amministrativi e dei costi gestionali. Questa diminuzione delle barriere consentirebbe ai tributaristi di concentrarsi maggiormente sulla consulenza strategica e sulla pianificazione fiscale.

In conclusione, l’INT ha ribadito che il futuro quadro europeo deve fornire orientamenti operativi chiari e standardizzare i canali di trasmissione dei dati fiscali e finanziari. È fondamentale coinvolgere stabilmente le associazioni di rappresentanza dei professionisti nella governance e nei progetti, favorendo un ecosistema europeo integrato e interoperabile fin dalla progettazione.

redazione

Autore della redazione de Il Faro Economico.