Lavoro

Rinnovo del Contratto Nazionale: La Fabi Chiede Aumenti Stipendiali Concreti

La Fabi sollecita proposte concrete per il rinnovo del contratto nazionale, con richieste di aumenti stipendiali e attenzione alle normative lavorative.

di redazione|
Categorie: Lavoro
Rappresentazione grafica del settore bancario

In Breve

Qual è la richiesta della Fabi riguardo agli stipendi?
La Fabi chiede un incremento medio di 518 euro mensili per il rinnovo del contratto nazionale.
Quali dati sostiene la richiesta di aumento stipendiale?
Tra il 2022 e il 2025, gli utili delle banche sono cresciuti del 72%, mentre il costo del lavoro solo del 7%.
Quando avrà decorrenza il rinnovo del contratto?
Il rinnovo del contratto avrà decorrenza dal 1° aprile 2026.

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha lanciato un appello alle banche per presentare proposte concrete riguardo agli aumenti salariali nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale, che è in corso da sette mesi. La trattativa con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) sta procedendo, ma a rilento, complicata dalle grandi operazioni bancarie che monopolizzano l’attenzione dei gruppi, rischiando di diventare un alibi per il rinvio delle decisioni.

La Fabi ha richiesto un incremento medio di 518 euro mensili a regime nel triennio, sostenendo questa richiesta con dati sulla redditività del settore. Tra il 2022 e il 2025, gli utili delle banche sono aumentati del 72%, mentre il costo del lavoro è cresciuto solo del 7%. I ricavi medi annui per lavoratore sono stimati in 430.000 euro, a fronte di un costo del lavoro medio di 77.000 euro, il che significa che i ricavi superano il costo di oltre 5,5 volte.

Per sbloccare la trattativa, Sileoni ha sottolineato la necessità di un mandato chiaro al Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI, accompagnato da una proposta salariale concreta. In assenza di un accordo, la conflittualità potrebbe intensificarsi all’interno dei gruppi, specialmente durante le integrazioni.

Il rinnovo del contratto avrà decorrenza dal 1° aprile 2026. La Fabi ha messo in evidenza che il tempo perso nella trattativa non deve tradursi in una perdita di potere d’acquisto per i lavoratori. Oltre alla componente economica, anche gli aspetti normativi rivestono un’importanza cruciale: la riduzione dell’orario di lavoro, la gestione delle pressioni commerciali, la sicurezza e la professionalità devono essere garantite, anche in caso di cambi di proprietà e riorganizzazioni aziendali.

Sileoni ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, sottolineando che la sua gestione nei piani industriali previsti per il 2027-2028 sarà determinante. La tecnologia non deve essere vista come una scorciatoia per ridurre le assunzioni; al contrario, è fondamentale investire in nuove assunzioni, formazione e sviluppo di nuove professionalità.

La Fabi ha ricordato gli accordi siglati in passato per i prepensionamenti volontari e il Fondo per l’occupazione, che hanno contribuito al ricambio generazionale e a oltre 40.000 assunzioni. Questo tema sarà centrale nel Congresso nazionale previsto dal 18 al 22 gennaio a Roma. Sono programmati incontri con l’ABI il 9 e il 19 novembre per proseguire il confronto.

redazione

Autore della redazione de Il Faro Economico.