Scomunica definitiva per i vescovi lefebvriani: un atto di scisma
Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emesso un decreto che sancisce la scomunica definitiva per i vescovi del movimento lefebvriano, qualificando le loro ordinazioni come scismatiche.
In Breve
- Cosa ha deciso il Dicastero per la Dottrina della Fede?
- Ha emesso un decreto che dichiara definitiva la scomunica per i vescovi lefebvriani.
- Quali sono le conseguenze della scomunica?
- I sacramenti amministrati dai vescovi lefebvriani risultano invalidi.
- Cosa si raccomanda ai fedeli?
- Di mantenere la comunione con il Romano Pontefice e di astenersi da celebrazioni della Fraternità San Pio X.
Il 2 luglio 2026, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha ufficializzato la scomunica definitiva per i vescovi consacrati dal movimento lefebvriano, in seguito alle ordinazioni avvenute a Écône il 1° luglio 2026. Questo decreto, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández e controfirmato dai due segretari del Dicastero, qualifica le consacrazioni come un “atto di natura scismatica”, applicando così la sanzione prevista dal canone 1364 §1 del Codice di diritto canonico.
Tra i vescovi scomunicati figurano i consacranti mons. Alfonso de Galarreta e mons. Bernard Fellay, insieme ai quattro neo-vescovi: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Nella nota esplicativa allegata al decreto, il Dicastero sottolinea che i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano i sacramenti in modo illecito, rendendo invalidi sia il sacramento della penitenza che i matrimoni da loro officiati.
La nota richiama anche una famosa affermazione di Giovanni Paolo II, secondo cui tale disobbedienza costituisce un atto scismatico. In questo contesto, il Dicastero esorta i fedeli a mantenere la comunione con il Romano Pontefice e con i vescovi in comunione con lui, raccomandando di astenersi dalla partecipazione a celebrazioni e iniziative promosse dalla Fraternità San Pio X. Vengono forniti anche criteri per identificare i laici che possono essere considerati scomunicati per adesione formale, con riferimento ai documenti del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996.
Questo provvedimento richiama alla memoria le consacrazioni del 1988, che avevano già comportato sanzioni canoniche, e menziona la remissione delle scomuniche avvenuta nel 2009. Il Dicastero, tuttavia, afferma che la Chiesa è aperta a coloro che desiderano tornare alla piena comunione. A tal fine, i Nunzi Apostolici predisporranno procedure uniformi che gli Ordinari potranno utilizzare per gestire le pratiche di rientro di ministri e fedeli, secondo le norme canoniche vigenti.
