Vaccino mRna Intismeran: Un Passo Avanti nella Lotta contro il Melanoma
L’Int di Milano guida la ricerca sul vaccino mRna Intismeran, mostrando risultati significativi nella lotta contro il melanoma.
In Breve
- Cosa ha dimostrato lo studio sul vaccino mRna Intismeran?
- Lo studio ha mostrato un miglioramento significativo nella recurrence-free survival e nella distant metastasis-free survival.
- Qual è il target del vaccino mRna Intismeran?
- Il vaccino è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato ma ad alto rischio di recidiva.
- Quali sono i prossimi passi per la ricerca?
- I risultati completi saranno presentati al congresso ESMO di ottobre a Madrid.
L’Int – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si conferma come centro di riferimento mondiale nella ricerca sul melanoma, avendo randomizzato il maggior numero di pazienti nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001. Questo studio ha coinvolto 1.137 pazienti e ha visto la collaborazione tra Moderna e Merck per confrontare l’efficacia del vaccino personalizzato a mRna Intismeran in aggiunta al pembrolizumab rispetto all’utilizzo del solo pembrolizumab.
I risultati preliminari dello studio evidenziano un miglioramento statisticamente significativo in due parametri chiave: la recurrence-free survival (Rfs) e la distant metastasis-free survival (Dmfs). Questi risultati sono particolarmente rilevanti per i pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente, ma ad alto rischio di recidiva, inclusi quelli con melanoma primitivo ad alto rischio e metastasi nei linfonodi regionali.
Il vaccino mRna Intismeran è progettato su misura per il singolo paziente, utilizzando il materiale tumorale prelevato e analizzato tramite un algoritmo in grado di identificare fino a 34 neoantigeni. L’mRna che codifica per questi neoantigeni viene incapsulato in nanoparticelle lipidiche, facilitando l’ingresso nelle cellule target. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore, generando una memoria immunologica in grado di riconoscere e attaccare eventuali cellule tumorali residue.
“La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio”, ha dichiarato Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi dell’Int di Milano. Del Vecchio ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra multidisciplinare nella sperimentazione, definendo il vaccino come una “vera terapia personalizzata” mirata a combattere le specificità del tumore di ciascun paziente.
Dal punto di vista della sicurezza, l’aggiunta del vaccino non ha mostrato un aumento significativo della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto cruciale per i trattamenti adiuvanti. I risultati completi dello studio saranno presentati al congresso ESMO di ottobre a Madrid, dove si prevede anche il proseguimento del follow-up per valutare la sopravvivenza globale dei pazienti coinvolti. “Se questi risultati saranno confermati, questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio”, ha concluso Del Vecchio, evidenziando l’importanza della collaborazione multidisciplinare nella gestione delle terapie personalizzate.
